MILANO – Seduta in calo per le Borse europee. A gettare nuova benzina sul fuoco dei timori sono state le indiscrezioni dalle agenzie americane circa la volontà della Casa bianca di stringere i flussi di capitali verso Pechino. Pesa poi sugli indici la decisione di Washington di inserire 28 aziende cinesi nella lista nera per violazioni dei diritti umani, in particolare contro le minoranze musulmane.

I listini del Vecchio Continente terminano tutti in flessione dopo una partenza in positivo: Milano cede l’1,14%, Francoforte l’1,05%, Londra lo 0,76% e Parigi arretra dello 1,11%. Wall Street getta ulteriori ombre sugli scambi nel pomeriggio, procedendo in negativo alla conclusione degli scambi europei: il Dow Jones perde lo 0,34%, il Nasdaq cede lo 0,81% mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,72%.

Non solo nubi però sull’asse tra Stati Uniti e Cina. Il vice premier di Pechino Liu He ha infatti confermato che sarà a Washington i prossimi 10 e 11 ottobre per riprendere il negoziato con gli Usa. La notizia ha dato una spinta ai listini in Asia, dove Tokyo ha concluso gli scambi i rialzo dello 0,99%. Sempre dall’Asia nella notte è arrivato lo stop da parte della Borsa di Hong Kong all’acquisto del London Stock Exchange, che controlla i mercati finanziari di Londra e Milano.

Passano in secondo piano le indicazioni incoraggianti arrivate dalla Germania, dove la produzione industriale a sorpresa è salita ad agosto dello 0,3% dopo due mesi di declino, malgrado su base annuale il calo annuale sia del 4%.

Tra le valute l’euro chiude in Europa a 1,0954 dollari In flessione lo spread: il differenziale chiude a 144 punti con il rendimento del titolo decennale allo 0,84%.

Tra i dati macroeconomici, frenano  ad agosto le vendite al dettaglio in Italia, con una diminuzione congiunturale dello 0,6% in valore e in volume. Secondo i dati diffusi dall’Istat sono in flessione sia le vendite dei beni alimentari (-0,9% in valore e -1,0% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (-0,3% in valore e -0,4% in volume). Su base annua, le vendite al dettaglio registrano un aumento dello 0,7% in valore e dello 0,5% in volume. Sono in crescita sia le vendite dei beni alimentari (+1,1% in valore e +0,1% in volume), sia quelle dei beni non alimentari (+0,4% in valore e +0,8% in volume).
Da Washington invece il neo direttore generale del Fondo Monetario Internazionale Kristalina Georgieva ha messo in guarda sugli effetti delle tensioni commerciali sul mercato mondiale. “Per l’economia globale l’impatto di questi conflitti potrebbe tradursi nella perdita di circa 700 miliardi di dollari nel 2020, o lo 0,8% del pil, ovvero circa l’intero ammontare dell’economia della Svizzera”, ha detto Georgieva.

Dopo il recupero della mattinata, il petrolio è in calo a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,97% a 52,24 dollari al barile.

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