MILANO – La crescita italiana dovrebbe esser risultata nulla nel terzo trimestre dell’anno e i dazi americani appena scattati contro i prodotti europei potrebbero avere un impatto rilevante. Anche per queste ragioni, l’intonazione leggermente espansiva della Manovra – cioè favorevole alla crescita – è necessaria per parare i colpi del rallentamento.

Nel Bollettino economico di via Nazionale si rileva che la crescita italiana sarebbe stata stazionaria nel periodo luglio-settembre dopo il +0,1% dei tre mesi precedenti, e anche per l’intero 2019 “i principali previsori istituzionali e privati hanno confermato le proiezioni di un’attività economica pressoché stazionaria”. Bankitalia annota in particolare “il rischio che l’andamento sfavorevole nell’industria si trasmetta agli altri settori dell’economia”.

In questo contesto nazionale, dal fronte geopolitico non arrivano sollievi. Anzi, i dazi Usa nei confronti dell’Unione europea “riguarderanno una quota relativamente limitata delle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti, ma gli effetti indiretti potrebbero essere significativi”. La stima di Palazzo Koch è che siano colpite esportazioni italiane per 400 milioni di euro, ma vanno considerati gli effetti “trasmessi attraverso l’interscambio con i nostri partner commerciali dell’area o mediante una revisione dei piani delle imprese”.

Stando così le cose, l’orientamento della politica di bilancio in base alla Manovra “risulterebbe leggermente espansivo, riflettendo la cancellazione delle clausole di salvaguardia – solo in parte compensata con altre misure – nonché altri interventi”. Scelte che sono “motivate da un quadro macroeconomico meno favorevole del previsto e da rischio al ribasso non trascurabili”. Nel Bollettino, la Banca centrale prende atto del calo dello spread legato al venir meno delle incertezze sul rapporto tra Italia ed Europa e annota come siano tornati gli investitori stranieri sui titoli di stato italiani. Tra giugno e agosto si è registrato un “forte aumento della domanda estera”. Bankitalia cita “la decisione della Commissione Ue di non raccomandare l’avvio di una Procedura di infrazione nei confronti dell’Italia e le prospettive di accomodamento monetario”. Nei primi otto mesi gli investitori esteri hanno effettuato acquisti netti di titoli italiani per 98 miliardi di euro, di cui 81 in titoli pubblici, pari all’ammontare delle emissioni nette del Tesoro.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICAArgomenti:Banca d’Italia

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