Ottenuto il via libera in commissione, oggi la legge costituzionale sul taglio dei parlamentari sbarca in aula alla Camera. Il provvedimento, cavallo di battaglia del M5s, punta a ridurre il numero dei deputati a 400 dagli attuali 630 e dei senatori a 200 dagli attuali 315: in tutto si tratta di 345 seggi eliminati di netto. Questo taglio decorrerà dalla data del primo scioglimento o della prima cessazione delle Camere successiva alla data di entrata in vigore della riforma.

Si tratta del quarto e ultimo passaggio prima dell’approvazione definitiva. Il voto è previsto già nella giornata di domani. A seguito della riforma, il numero degli abitanti per deputato aumenta da 96.006 a 151.210. Il numero di abitanti per ciascun senatore cresce da 188.424 a 302.420. Questo comporterà la necessità di ridisegnare i collegi con un’altra legge.

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Approfondimento

Taglio dei parlamentari, tante incognite dal proporzionale ai referendum
di EMANUELE LAURIA

Sempre entro domani sarà messo nero su bianco il documento di maggioranza sulle riforme che faranno da contrappeso al taglio degli eletti, con tanto di impegni concreti e precisi sui singoli interventi e scandito da un timing concordato, che si svilupperà attraverso tre step:

entro il mese di ottobre, gli emendamenti da presentare al ddl costituzionale sul voto ai 18enni per l’elezione del Senato, all’esame di palazzo Madama.
entro dicembre, la riforma costituzionale per modificare la platea che elegge il presidente della Repubblica, con la riduzione dei delegati regionali, e la modifica dell’elezione del Senato non più a base regionale.
sempre entro l’anno, l’avvio della riforma elettorale. È opinione prevalente, fra i giuristi, che sia in pericolo la rappresentatività dell’assemblea e che l’antidoto sia il proporzionale. Questa è la posizione del Pd, che punta anche su una soglia di sbarammento alta (4 o 5 per cento). Mentre Matteo Salvini vuole un referendum per introdurre un maggioritario spinto.

Una prima bozza del documento è stata messa a punto durante il vertice di maggioranza che si è svolto nel pomeriggio del 3 ottobre alla Camera, presenti i capigruppo di M5s, Pd, Leu e Italia viva, nonché i rispettivi capigruppo nelle commissioni Affari costituzionali di Montecitorio e palazzo Madama. Sul tavolo, invece, non c’è la riforma proposta da Enrico Letta e rilanciata da Luigi Di Maio sul voto ai 16enni: “Non mettiamo troppa carne sul fuoco”, hanno tagliato corto alcuni partecipanti al vertice.
 

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Carlo Verdelli
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Argomenti:
taglio dei parlamentari
M5s – Movimento 5 Stelle
Pd – Partito democratico

Protagonisti:

di GIOVANNA CASADIO

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