Vigilia agitata per l’approdo in aula del taglio dei parlamentari. Domani la riforma arriva in aula alla Camera per l’ultimo e definitivo passaggio, mentre il voto finale è previsto per martedì pomeriggio. E si fanno i conti perché le riforme costituzionali per essere approvate richiedono la maggioranza assoluta nella seconda lettura (articolo 138 della Carta), in pratica 316 voti. Anche perché nel Pd e in Leu, che finora hanno sempre votato contro, ci sono diversi mal di pancia. Mentre la Lega potrebbe decidere di non partecipare al voto (ma Salvini in serata ha fatto sapere che si va verso un sì).

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Taglio parlamentari, Sì della Commissione. Il 7 ottobre in aula

Ma intanto, ad agitare la vigilia, è un articolo sul Blog delle Stelle in cui – riprendendo i dati di Openparlamento – si citano i parlamentari più assenteisti (Brambilla, Angelucci, Sgarbi) e si domanda: “I campioni di assenteismo avranno il coraggio di votare insieme a noi per il taglio dei Parlamentari?”. E si dedica un capitolo a Giorgia Meloni: “Ai vertici della classifica dei deputati più assenteisti – si legge nell’articolo – ci sono anche nomi ‘insospettabili’, come quello di Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia è molto presente sui social e sulla stampa, ma dovrebbe spiegare ai suoi elettori come mai con il 74.91% di assenze alla Camera ha saltato ben 3.260 votazioni su 4.352!”. E ancora: “Quello dell’assenteismo è un vero e proprio vizio per la Meloni, che non è un’assidua frequentatrice nemmeno del Campidoglio: 17% di presenze nel 2018, mentre con un magro 10%, nell’anno in corso la leader di Fratelli d’Italia è stata vista, per ora, 3 volte”.

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Taglio dei parlamentari al traguardo. E poi arriverà il voto ai sedicenni
di GIOVANNA CASADIO

Piccata la replica di Meloni: “Secondo voi, perché in vista del voto sul taglio dei parlamentari il Movimento Cinquestelle si mette ad attaccare frontalmente, proprio su questo, l’unico partito (Fratelli d’Italia) che ha votato la proposta dall’inizio pur essendo all’opposizione? Sono cretini o cercano di affossare la legge? E se non sono cretini, perché la vogliono affossare? Forse, come spesso accade con i grillini, dicono una cosa per prendere i voti ma poi lavorano sottobanco per farne un’altra?”. E poi la sfida: “Se il Pd, Leu e Italia viva fanno mancare i numeri, faranno cadere il governo?”.

Intanto Luigi Di Maio sprona l’opposizione: “Per il taglio dei parlamentari non mi aspetto solo un voto di maggioranza, ma un voto trasversale del Parlamento”. E ancora: “Leggo di alcune forze politiche – ha continuato – che vorrebbero assentarsi, di parlamentari di opposizione che non vorrebbero venire in Aula. Vorrà dire che gli manderemo una piccola poltrona a casa per ricordargli che in un momento storico hanno scelto le poltrone al cambiamento”.

In serata Matteo Salvini – ospite di Non è l’arena – resta vago: “Votiamo il taglio del numero dei parlamentari a meno che ci sia il mercato delle vacche nella maggioranza, con lo ius soli e la legge elettorale. Vedremo da qui a martedì”. Insomma, i numeri forse non sono a rischio ma certo il passaggio alla Camera non sarà indolore.

 

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Carlo Verdelli
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di STEFANO CAPPELLINI

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